21/09/2016 Genoa – Napoli Fanzine N°1

Genoa vs Napoli - Campionato di Calcio Serie A TIM 2016/2017 - Stadio "Luigi Ferraris"
nella foto: striscione curva nord
9 ottobre 2016

UNITI NON SAREMO MAI SCONFITTI!

GENOA – NAPOLI

Oggi salutiamo i fratelli di Napoli che tornano a Genova dopo la loro visita nell’ultimo derby. Qualcuno e13199070_10153706970472039_1631713350_ontrerà nel settore ospiti, altri per scelta resteranno fuori, l’amicizia e la fratellanza che ci uniscono da 34 anni vanno oltre una tessera, un divieto o qualsiasi abuso di potere.

13230968_10153706964132039_679362049_oOggi siamo orgogliosi di festeggiare insieme un gemellaggio storico che lega due città oltre che due tifoserie, un legame che sempre di più non lega solo i gruppi Ultras ma tutti i tifosi rossoblù e azzurri. Fieri di questa amicizia che non finirà mai!! Un saluto agli Ultras Napoletani, con un pensiero a tutti i carcerati e diffidati.

 


 

EDITORIALE

Con la partita di oggi torna la nostra fanzine e il nostro primo pensiero va a Davidino, tieni duro, siamo sempre con te.

Come sempre noi non ci siamo mai fermati e se per qualcuno l’estate è la stagione in cui c14518777_10207848678560552_313737605_ni si riposa per noi è stata solo un’altra occasione per macinare chilometri seguendo il Genoa, partendo come di consueto dal ritiro a Neustiff.

È qui che si sono svolte le prime amichevoli estive contro squadre locali, a cui sono seguite quelle a Bastia, Lucca e Alessandria, dove il tifo e il calore della Gradinata Nord non sono mai venuti a mancare. 

Durante l’estate oltre alle trasferte abbiamo passato momenti bellissimi con alcuni dei nostri amici gemellati partecipando ai memorial per gli Ultras scomparsi di Ancona e Cosenza e successivamente alla festa dei 30 anni di Amantea. Come sempre un onore e un piacere.

Il giro di boa dell’estate è stata la 14375182_10153994554192039_1241956374_ofesta della Brigata Speloncia dove si è svolto un dibattito pubblico durante il quale abbiamo spiegato le nostre ragioni riguardo alla contestazione della scorsa stagione, la nostra posizione nei confronti della società e sopratutto chiesto al presidente Preziosi un incontro davanti a tutti i Genoani, ultras e non, in cui chiarisse con sincerità i suoi programmi sul futuro del Genoa.

Durante tale incontro il presidente non solo ha fatto ammenda riguardo alle passate disastrose campagne acquisti del Genoa e riguardo alla vicenda della mancata licenza Uefa, ha inoltre sottolineato che d’ora in avanti alle parole corrisponderanno i fatti, quello che abbiamo sempre chiesto noi.14359782_10153994598772039_756733603_o

La positività scaturita da questo incontro si è fatta vedere in queste prime partite di campionato in cui abbiamo visto una Nord più partecipe, carica, affamata. I nostri sforzi in questi anni erano volti sempre a questo e, benché gli intoppi fanno parte del viaggio, siamo contenti di come stanno andando le cose.

Mai come ora sentiamo la Gradinata unita e mai come ora sentiamo la voglia di crescere ancora di più, vogliamo tanta gente in trasferta e più possibile alle riunioni, che ricordiamo si svolgono il martedì sera in via Armenia 5r.

Da sempre la nostra Gradinata è il valore aggiunto, da sempre noi siamo l’uomo in più in grado di trascinare il Genoa alla vittoria.

UNITI NON SAREMO MAI SCONFITTI.


Festa 123 anni

Anche quest’anno abbiamo festeggiato il compleanno del Genoa, per la precisione il 123°.

Precedentemente la festa veniva organizzata in Piazza De Ferrari con una impostazione ben diversa, ma dal 120° compleanno si è cercato di rivoluzionare e di dedicare a noi tifosi un modo migliore per festeggiare, dignitosamente, potendo passare un’altra giornata all’insegna della Genoanità.

La festa si svolge alla Fiera del Mare, e per la realizzazione sono richiesti giorni di
Per noi è emozionante il solo pensiero che quel giorno una parte della città, se pur piccola, diventerà tutta rossoblu. Infatti la fiera di Genova viene bombardata di ogni vessillo che disponiamo. Appendiamo tutto quello che abbiamo dal famoso “You’ll Never Walk Alone” ai scudetti usati nell’ultima coreografia del derby e a tutti i copri torre che ogni domenica scaldano la Nord. Le bandiere che sventolano in Gradinata vengono montate in fila su una lunga ringhiera, si muovono con il vento che soffia dal mare, creando un atmosfera da stadio.

Per i più anziani e i più attenti non manca lo striscione più vecchio della Nord: “Bailando a ritmo do samba”. Nella zona del palcoscenico si erige un muro di striscioni, sono quelli dei gruppi Ultras che ogni domenica attraversano l’Italia. La tensostruttura che ospita la festa è guarnita da cima a fondo ed è tutto pronto.

A dare il via alla festa sono sempre i bambini che con le scuole calcio, riempono il campo da calcio, allestito per il torneo. Gli stand gastronomici non smettono di servire cibo e i punti bar spillano birra in continuazione. La festa è animata dal palcoscenico che in successione tra artisti e settori giovanili intrattengono il pubblico. Tutto il popolo aspetta con ansia, i suoi beniamini che sono previsti per il dopo cena.

Quest’anno abbiamo avuto il piacere di invitare un amico da Cosenza, Claudio Dionesalvi, che ringraziamo per essere venuto al compleanno del nostro amato Genoa e che con visibile emozione ci ha elogiati in un discorso da noi apprezzato sulla repressione.

A fine serata arriva l’oramai attesa prima squadra, che rapisce tutti gli sguardi dei tifosi e i nostri cori rimbombano in tutta Genova. Manca poco allo scoccare della mezzanotte la folla incomincia ad uscire dalla fiera perché sa che a breve inizia uno spettacolo pirotecnico.

Quando la fiera è praticamente vuota comincia lo spettacolo e il cielo si tinge di rosso e di blu, brillando più in alto che mai. La festa è stata un successo tutto è andato per il meglio.

Ancora adesso alcuni di noi si portano dietro la stanchezza e la fatica dei giorni dedicati ad organizzare il compleanno del Genoa, ma altrettanto portiamo dietro con piacere i momenti passati con gli amici, in un contesto di unità e amicizia.

Perché per noi la festa del Genoa è questo un momento di aggregazione, un momento felice, perché alla fine dei conti è il nostro compleanno.


 

CLAUDIO DIONESALVI

In viaggio con Petruzzo verso il 123° compleanno del Grifone genoano. È anche un immergersi dentro di sé, ritrovarsi, vedersi scorrere davanti agli occhi il cammino affrontato sinora. I sogni da ragazzino, il dolore dei lutti prematuri, poi l’incontro coi tortuosi territori liberati degli ultrà, infine l’andirivieni dall’utopia. Genova mi ha segnato l’esistenza due volte, negli ultimi tre decenni. L’ho attraversata tenero nei primi anni da curvaiolo, e semiadulto da attivista sociale contro il G8. Numerose altre volte l’ho visitata al seguito del Cosenza Calcio, in memorabili e gioiose trasferte, sempre accolto da Luigi che adesso è un maestro del suono e vive in Salento.

Fino a martedì scorso mi portavo dentro un trauma. Rimettendo piede in piazza Alimonda, sono riuscito a superarlo. Impossibile trattenere le lacrime sulla lapide di Carlo Giuliani, 15 anni dopo. Solare come le loro personalità, l’abbraccio dei fratelli grifoni che mi ci hanno accompagnato.

Madonna mia quant’è bella Genova! Un sinuoso seno di donna proteso sul blu profondo, mai arrendevole, materno ma superbo e orgoglioso. L’odore pungente e dolciastro della metropoli, mescolato con l’aroma del mare, senza conflitto. I vicoli intensi vaporizzano storia sociale sofferta. Mentre li percorriamo in moto con Ivano che mi fa da guida, ne avverto tutta l’immanenza silenziosa. E l’immaginazione acquisisce volume, dimensioni, corporeità. Pare quasi di vederlo, Don Gallo, che s’incunea tra i caruggi per dare sostanza ai brani universali del vangelo, quelli oggi più scomodi. Sembra di sentirle vibrare nel brillio delle luci specchiate nel porto, le poesie di De Andrè.

Percorriamo due curve, penetriamo un rettilineo e in fondo già s’intravedono imponenti bandiere stirate dal vento che al tramonto ruota impetuoso tra levante e ponente. Eccola lì, la festa del Grifone, prodigio ormai raro di mescolanza popolare intorno al rito antico del football. Bambini che giocano, migliaia di famiglie intere raccolte nelle panche, musica tonante, fuochi d’artificio rossoblu, calciatori, artisti, profumo di frittura. E negli stand, mescolati alla fiumara dei tifosi, ci sono gli ultrà. Qui come altrove non si sono estinti. Qui, a differenza di tanti altri luoghi, non sono residuali, non vivono ai margini. Stanno in mezzo al mondo. Molti giovanissimi, non mancano gli anziani della gradinata Nord. Lavorano, si sbattono, curano l’organizzazione della festa nei minimi dettagli. Rivedo Stefano, Scotto e Nico. Stessi sguardi, identica la linfa vitale del passato, ormai remoto. L’abbraccio con Massimo che in una nottata di 25 anni fa, in Ancona, ospiti degli ultras dorici, parlandomi m’ha cambiato la prospettiva, il punto di vista per inquadrare le giornate che stavo vivendo e che in seguito avrei affrontato.

Ci inoltriamo nella festa. Accarezzo da vicino l’allegra simpatia di Bomba e Gessica. Stringiamo le mani di ragazzi, spesso giovanissimi, che emanano una formidabile vitalità. Tra i vecchi, Armando è bravissimo a narrarci il genius loci passando in carrellata i simboli esposti ai quattro lati dell’area festival: “Quel Grifone risale agli anni trenta, quell’altro invece…”.

Anche Mario, romanticissimo, ci prende a braccetto per condurci nei sentieri di una storia condivisa. Fabrizio è appena tornato dalle zone colpite dal terremoto. Ha lo sguardo segnato dall’indignazione. Insieme a ragazzi di altre curve del tifo organizzato, ha portato aiuti alle popolazioni colpite dal sisma. Eppure mi fa notare che neanche in questi giorni i media hanno smesso di linciare gli ultrà.

Nel cuore della serata, i Grifoni mi invitano a salire sul palco. Formano un’allegra barriera protettiva alle mie spalle. Prendo la parola per loro. È l’esperienza più gratificante e onorevole che possa capitare a una persona cresciuta sulle gradinate di uno stadio. Per tutta una vita provi a immaginartele queste creature mitologiche, i grifoni. Poi una sera te li ritrovi di fronte, a migliaia, che ti osservano. E le gambe ti tremano, la pelle si stira. Nell’istante che precede il mio intervento, una fiumara di immagini m’invade la vista interiore. Viene in mente Piero Romeo e il suo perenne amore per Genova e i genoani, la nostra bandiera Gigi Marulla che indossò la casacca dei Grifoni, Petruzzo che uscito dalla sala operatoria mi chiede di andare insieme a Marassi. Mi riecheggia nella testa lo striscione dei doriani, “Aru culu”: nel derby della Lanterna ha portato male a loro e bene ai Grifoni. Tre volte in quel posto l’hanno preso… e altrettante gli innominabili del capoluogo kalabro nel derby di qualche giorno fa. E poi il boato del gol di Branco in Genoa-Liverpool che in prima fila nella Nord a me e Arancino fece sollevare i capelli. Infine lo sgomento e il dolore per la morte di Spagna. Ricordi. Che s’accavallano ai flash di un presente complesso e un recente passato carico di ingiustizia e oppressione. Nella consapevolezza che noi ultrà di errori imperdonabili ne abbiamo commessi tanti, troppi, ma anche nella convinzione che non è più possibile subire la guerra scatenata dagli apparati di potere contro il mondo delle curve. Diverse Procure ripescano dalla storia del novecento il peggiore armamentario delle leggi speciali. Reati associativi, deroghe allo stato di diritto, superpoteri alle questure, stadi svuotati o trasformati in piccole Alcatraz, controlli biometrici ai tornelli, black list. Persone come Alessio Abram imprigionate e condannate a cinque anni di reclusione per aver praticato un’obiezione di coscienza all’obbligo di firma del Daspo. E su tutto, la sensazione che siamo stati, e ancora siamo, funzionali al governo della paura e a questo stato di polizia permanente. Il popolo del grifone annuisce, applaude, condivide, si commuove quando sente parlare de La Terra di Piero e del compianto campione Marulla. Nelle prime file, sotto al palco, ci sono vecchi, donne e bambini, in mezzo a tanti ultrà di generazioni diverse. È una festa intelligente, il compleanno del Grifone. Un momento di riappropriazione corale dei simboli e del farsi futbolistica comunità, celebrazione di un universo come quello del calcio sociale, che resiste al tentativo di annientamento e non rinuncia al valore di vivere in prima persona i luoghi che abitiamo.
Genoa è viva e combattiva.  Lunga vita al Grifone.

Claudio Dionesalvi


RACCOLTA PRO TERREMOTATI

In seguito al terribile terremoto che ha colpito il centro Italia ci siamo da subito adoperati per una raccolta di generi di prima necessità.

Tale raccolta, avvenuta in più punti della nostra città, ha ottenuto un’ottima risposta da parte di molti Genoani e non solo e in una settimana siamo riusciti, con la generosità di tutti, a riempire un camion e un furgone.

La consegna dei generi di prima necessità è avvenuta domenica 4 Settembre, siamo stati noi in prima persona a portare tutti gli aiuti in un capannone di Ascoli Piceno dove, nei giorni successivi, gli ultras di casa hanno provveduto a consegnarli a chi più aveva bisogno.14269564_10211199826137224_316953098_n

Deve far pensare il fatto che arrivati ad Ascoli ci fossero ad aspettarci al casello gli ultras Ascolani con i quali siamo divisi da una profonda, accesa e storica rivalità. Prima di trovare degli Ultras abbiamo trovato degli uomini, che hanno saputo mettere da parte tutto questo per venire in aiuto di chi aveva perso tutto, e come noi gran parte delle tifoserie Italiane hanno fatto lo stesso.

Forse è questo che infastidisce di noi, la forza di quello che possiamo fare, creare, la potenza senza limite delle nostre idee e di quello in cui crediamo. Odi, rivalità, screzi messi da parte per unirci nel nome della solidarietà genuina e senza tornaconto, a differenza di chi sfrutta ogni occasione per riempirsi le tasche.

Dopo aver visto cosa un terremoto può provocare la nostra promessa è che non ci dimenticheremo di queste persone e che ci saranno ulteriori iniziative per portare aiuti concreti a questa gente.

Ringraziamo tutti i Genoani e il loro cuore, grande cosi.


 

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SOLIDARIETÀ  E  LIBERTÀ  PER  GLI  ULTRAS  PISANI !!!

 


 

VITA DA CLUB

TRASFERTE

Il Grifone è impegnato nella prossima trasferta al Dall’Ara di Bologna, domenica 2 ottobre alle ore 15, noi viaggeremo in pullman, vi potete unire a noi chiedendo ai ragazzi del Club o dal banchetto del materiale allo stadio, informazioni sono anche disponibili sul nostro sito www.viaarmenia5r.it
Mai come in questo momento è importante stare tutti uniti al fianco del Grifone. TUTTI A BOLOGNA!!!

MATERIALE

Acquista il materiale del Club nei banchetti all’ingresso della Nord, ci aiuterai a finanziare le attività della Gradinata più gloriosa d’Italia, le nostre coreografie e tutte le iniziative al quale sei invitato a partecipare ad iniziare dalla riunione in Via Armenia 5r tutti i Martedì alle 21:30.

 


                     A VARNA                                                         A GENOVA

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DASPO:no alla reclusione per la mancata firma

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