03-04-16 Genoa – Frosinone N°8

Genoa vs Frosinone
Campionato di Calcio Serie A TIM 2015/2016 - Stadio "Luigi Ferraris"
Nella foto: tifosi genoa
7 aprile 2016

Editoriale

Prima della gara di oggi con il Frosinone, molto importante per la nostra stagione, vogliamo fare un po’ di chiarezza. È ben chiaro a tutti l’obiettivo di giornalisti, presidente e allenatore di creare una spaccatura tra di noi, che dalla nostra abbiamo il brutto difetto di non dimenticare nulla.

Sebbene del futuro del Grifone non se ne curi quasi più nessuno, per noi il suo bene resta la cosa più importante e non possiamo accettare nel modo più assoluto che ci sia gente che gioca sporco alle spalle del Genoa. Dalla licenza Uefa all’impegno del presidente di ripagare tale errore, passando per l’obiettivo della coppa Italia, adesso puntiamo alla salvezza, dopodiché saranno tanti i punti da chiarire.

Noi per il Genoa vogliamo obiettivi, ambizioni e basta prese in giro, questo doveva essere l’ultimo anno dove era necessario vendere per ripianare il bilancio ed invece, a salvezza ancora da ottenere, i nostri giocatori sono già sul piatto del calciomercato.

Ad oggi, con la salvezza da raggiungere e un derby ancora da giocare, serve che la Gradinata Nord resti compatta, a prescindere da tutto, per il bene del Genoa e per centrare una supremazia cittadina che a noi interessa eccome. Restiamo uniti, il Genoa ha bisogno della Nord, torniamo ad essere il 12 uomo in campo, l’unico uomo che c’era ieri, c’è oggi e ci sarà domani, perché tutto passa ma non noi!!!

FORZA GENOA!!!

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Davide Traverso

A seguito delle vicende che hanno visto coinvolto, suo malgrado, il presidente dell’ Associazione Club Genoani, cuore rossoblù al di sopra di ogni sospetto, vogliamo esprimergli la nostra vicinanza, avendo ben chiaro che querelare a propria tutela non significa denunciare ma difendere la propria immagine di libero cittadino e di un presidente di Club che in questi anni si è prodigato a favore di iniziative benefiche e di coinvolgimento continuo di bambini, con l’unico obiettivo di farli innamorare dei colori più belli del mondo.

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5 Anni con Noi!

Quest’anno il nostro gruppo ultras “Via Armenia 5r” compie cinque anni dalla sua nascita: cinque anni caratterizzati da crescite, sbagli, soddisfazioni e successi, ma soprattutto cinque anni di amore e passione per il Genoa e per la Gradinata Nord, raccontati a voi in queste poche pagine che ripercorrono i nostri momenti più importanti e significativi.

La stagione di riferimento è quella del 2010 / 2011, in cui c’era ancora lo striscione “Forza Vecchio Cuore Rossoblu” che campeggiava ne1lla parte superiore nella Nord. Negli anni precedenti, in un periodo di vuoto generazionale, dove vecchi ultras portavano avanti la Gradinata Nord, un gruppo di ragazzi incominciò ad avvicinarsi alla “vita da stadio”. Nell’arco di poco tempo, quei ragazzi decisero di riconoscersi in un gruppo che si vedeva più volte a settimane in Via Armenia presso il Genoa Club Ottavio Barbieri con lo scopo di portare avanti quella tradizione e passione che gli ultras genoani hanno sempre avuto.

In quegli stessi anni, in Italia iniziava a introdursi la Tessera Del Tifoso, in alcune piazze era già stata sottoscritta, mentre noi per nostra scelta no. Nella stagione 2010 / 2011 alcune trasferte vennero vietate a coloro che non possedevano la TdT mentre altre risultavano libere per tutti.

2Il nome del nostro gruppo venne scelto per dare risalto al club, che è la casa degli Ultras del Genoa da sempre e che oggi è casa nostra. La prima volta che abbiamo esposto la nostra pezza, simbolo del gruppo, è stata nella trasferta di Bologna del 20 marzo 2011, una delle poche trasferte rimaste libere anc3he per i non possessori della nuova TdT. Di quella stagione ricordiamo, con tanta emozione, la coreografia del famoso Derby di Boselli con la scritta nella parte superiore “Gradinata Nord Via Armenia 5r” ,mentre nel parterre “Sempre con te sarò e mai ti lascerò”. All’inizio del secondo tempo, invece, ci fu un’altra coreografia: una spettacolare torciata. L’ultima trasferta libera di quella stagione rimase Lazio – Genoa, da quella partita in poi solo chi si sottoscriveva alla tessera del tifoso poteva andare in trasferta. Noi, concordi con il pensiero degli ultras Italiani, decidemmo di non farla e di contestarla, privandoci il piacere di seguire4 il nostro Genoa in trasferta. Sempre nel 2011, con grande successo la primavera del Genoa si giocava l’accesso alla finale scudetto contro la Roma a Pistoia. Oltre a noi, anche un gruppo numeroso di romanisti 15vennero a sostenere i ragazzi in questa sfida, che si concluse con violenti scontri con i Romanisti. Come ben sapete, le amichevoli estive non hanno divieti per i non possessori della tessera e il Genoa quell’anno giocava a Gijon nel nord della Spagna contro lo Sporting Gijon. Anche in questa occasione ci fu uno scontro con gli ultras di casa che portarono a dodici arresti. La stagione 2011 / 2012, nonostante le trasferte vietate per i non possessori della tessera, fu per noi il momento di massimo splendore, lo Stadio di Marassi era tornato ad essere un fortino: tamburi, torce, bombe carta, ogni domenica era una bolgia, erano tornati i vecchi diffidati, la gente criticava di meno ed era più partecipe, c’era interesse e sostegno, anche se il Genoa stava per rischiare la retrocessione.

Un altro episodio che caratterizzò quella stagione riguarda l’agguato ai milanisti che provocò l’interruzione della partita per qualchnapgemee minuto a causa del lancio dei lacrimogeni all’esterno dello stadio.

Sempre in questa stagione festeggiammo i trentanni di gemellaggio con tutta la tifoseria partenopea, per l’occasione a Genoa – Napoli decidemmo di fare una coreografia in onore del nostro antico legame.

La stagione si concluse con quel fatidico giorno di Genoa – Siena del 22 Aprile 2012 che per noi rimane tutt’ora una dimostrazione d’amore, mentre per l’opinione pubblica è chiamata: la giornata del “ricatto” degli ultras. Per quella contestazione, che vide la partecipazione di 300 persone, il risultato fu: 250 diffide e 12 arresti, ma almeno il Genoa in Serie A. L’anno seguente,la stagione 2012 – 2013, nonostante fossimo rimasti in pochi a causa delle diffide, continuammo a portare avanti il progetto del gruppo e la Gradinata Nord, la nostra voce continuava a farsi sentire, nonostante la difficoltà e il mancato sostegno di una parte della tifoseria, anche contro la dirigenza, già allora infamante e chiacchierona.

Le diffide di Genoa – Siena vietavano la partecipazione a manifestazioni sportive di tutte le categorie tranne quelle giovanili. Per non perdere l’entusiasmo e per mantenere il gruppo compatto ed unito, decidemmo di seguire l’unica categoria che non era vietata: i Giovanissimi Nazionali.6 6-6 A fianco dei ragazzini siamo andati, non solo alle partite in casa nel campo di Voltri, ma anche in trasferte come Alessandria, Chiavari, Novara, Aosta, Savona, Busto Arsizio, Casale, Cuneo, Torino, Pavia, Vercelli e a Bogliasco nel campo di allenamento della Sampdoria in occasione del loro Derby con al nostro fianco i Fedayn del Napoli.

A fine anno i ragazzini ci hanno regalato, in segno di ringraziamento, una loro maglia con tutte le loro firme.Grazie a questa iniziativa, e il nostro continuo lavoro allo stadio, abbiamo suscitato l’interesse dei più giovani che hanno cominciato, seguendo il nostro esempio, a vivere la vita da stadio come facevamo anche noi prima di Genoa – Siena.

Tramite avvocati e raduni Ultras italiani ci siamo imbattuti sempre di più nella lotta contro la TdT, notando però che l’Art. 9 inserito nella Tesse13ra e che tanto contestavamo era in vigore anche, sia nei biglietti per le partite in casa sia nel voucher sostitutivo del vecchio abbonamento, che già da tempo usavamo per entrare al Ferraris, dunque la domanda che ci siamo fatti è perché in casa lo accettiamo e in trasferta no?

La visione di certe trasferte con 10/15 genoani nel settore ospite era così triste che la cosa più importante era tornare in trasferta per il bene del Genoa. Da Roma partì questo progetto in cui venne introdotta la Away Card, una specie di TdT ma diversa (a Genova poi chiamata Our Away), nel frattempo il gruppo stava tornando sempre più attivo, cresceva anche grazie al ritorno di un vecchio ultras, un duro a morire, che ci insegno molto grazie alla propria esperienza. Intanto decidemmo di seguire lo stesso il Grifone in trasferta grazie a qualche cavillo durante l’inizio della stagione 2013 – 2014, riuscimmo a passare i controlli ed accedere all’interno degli stadi, presentandosi in trasferta a: Spezia in Coppa Italia, Milano con l’Inter, Udine e Catania.14 Il nostro ritorno in trasferta ha luogo a Torino con la Juve il 27 Ottobre 2013 perché muniti delle nuove Our Away. 20Quel giorno abbiamo organizzato un treno e abbiamo fatto corteo a Torino. Finalmente era finita l’era dei settori ospiti mezzi vuoti. Si creò un grande entusiasmo grazie al ritorno in trasferta e un buon tifo allo stadio, che rese possibile la creazione, al derby di ritorno Genoa – Sampdoria, di una delle coreografie più belle mai fatte nella storia della Gradinata Nord e ancora a Genoa – Milan dopo la fantastica coreografia del derby, uno splendido spettacolo pirotecnico, una tipologia di coreografia che in Italia fanno ben in pochi.

L’estate del 2014 il Genoa giocò diverse amichevoli europee, andammo a Hoffenheim, Bastia, e Barcellona. Il nostro supporto non mancò mai. 12Nella stagione 2014 – 2015 abbiamo raggiunto traguardi importanti soprattutto coreografici, possiamo ricordare l’imponente contestazione messa in atto a Genoa – Fiorentina contro i continui torti arbitrali, facendo restare fuori dallo stadio per 10 minuti tutto il popolo genoano con la Nord completamente vuota. Un altro traguardo importante è stata la riuscita di una delle prime coreografie dinamiche fatte al derby di andata Genoa – Sampdoria. Invece deludente se pur bella la coreografia del ritorno in Sampdoria – Genoa dove era prevista una dinamica diversa, con la presenza di un sipario, ed altri effetti scenografici purtroppo differente rispetto a quella presentata per via delle condizioni atmosferiche.

Il sipario, “Un Cuore Grande Così” venne riproposto a Genoa – Cesena dove, come coreografia sottostante, c’era una piccola celebrazione meritata, per il nostro gruppo. In questa stagione quei 250 diffidati di Genoa – Siena stavano terminando la diffida e in fase di processo sono stati assolti in tanti, ma non tutti, perché i fatti non sussistono. Rimanendo condannati solo i primi 12 che furono arrestati, che tutt’oggi firmano e non possono entrare allo stadio. Per noi, che non eravamo stati raggiunti da provvedimenti daspo, il rientro di quasi tutto il gruppo è stato una motivazione in più per continuare, le trasferte tornarono ad essere ancora più numerose e il tifo allo stadio ritornò quasi come ai vecchi tempi. Sempre in questa stagione, per non mancare di supporto alla squadra,decidemmo di invitarla a fare corteo all’ultima di campionato con il loro pullman, riproponendo uno spettacolo pirotecnico spettacolare in Genoa – Inter. Una sorta di ringraziamento verso la squadra che ci stava portando in Europa League. L’entusiasmo finì quasi subito, grazie al presidente del Genoa, protagonista dell’ennesima presa in giro, che, sicuro di non andare così in alto in classifica, non regolarizzò i pagamenti davano diritto alla Licenza Uefa in caso di raggiungimento, licenza tra l’altro già assente da diversi anni. La decisione primaria fù quella di salvaguardare tutto il lavoro fatto in Gradinata, soprattutto dopo i precedenti anni passati a ricreare lo splendore della Nord, ma nonostante ciò non potevamo rimanere in silenzio.

Nella successiva stagione, 2015 -2016, la decisione che prendemmo fu quella di dimostrazione dissenso e contrarietà verso la società, arrivando a togliere, in segno di contestazione, i nostri colori allo stadio.22 A partire dalle amichevoli estive a Berlino e a Vigo, di cui non è mai mancato il nostro sostegno, e per tutta la prima metà del campionato, al posto dei nostri striscioni campeggiò solamente la scritta RISPETTO.

Il rispetto che ancora oggi chiediamo e che pretendiamo. Noi, che siamo da sempre genoani e che non siamo di passaggio. Noi tifiamo Genoa, non giocatori, allenatori e presidenti.

A fine di questi primi cinque anni di Via Armenia 5r , guardando indietro tutti i passi che abbiamo fatto, vorremmo fare dei ringraziamenti, i più sinceri vanno ai dodici diffidati di Genoa – Siena, che sono stati condannati e che tutt’ora continuano a firmare; li ringraziamo per il sostegno che ci hanno dato e che continuano a darci, e per il fatto che nonostante le difficoltà non hanno mai mollato e hanno continuato a lottare al nostro fianco.

Ringraziamo i più giovani che, nonostante questo schifoso calcio moderno, ogni domenica ci credono ancora e tirano fuori la voce, tutti i “vecchi” che ci stanno sempre a fianco e la componente femminile rappresentata dalle “Guaps” sempre presente.

Ringraziamo chi è duro a morire, per esserci stato vicino e averci portato ad alti livelli, noi siamo qui, portiamo avanti i tuoi insegnamenti e ti aspettiamo.

Un saluto a tutti i gemellati, gli amici, i diffidati e i carcerati.

ultras vita


 

Genoa e Napoli

Il 20 Marzo, in occasione della trasferta al San Paolo, abbiamo rinnovato un gemellaggio che dura ormai da 34 anni, e che rappresenta una fetta di storia della Gradinata Nord ma non solo, questa amicizia non unisce solamente i gruppi ultras ma due città intere.TAN_6696

TAN_6613Quanto accaduto a Napoli rafforza in noi la convinzione che questo legame non finirà mai, e siamo orgogliosi di poter dire ancora e sempre che al fianco dei Napoletani ci sono i Genoani e al fianco dei Genoani ci sono i Napoletani. Durante la partita le nostre bandiere sventolavano in Curva A e B e le loro bandiere sventolavano nel nostro settore, come fossimo una cosa sola. Chiunque di noi è legato dall’amicizia con un Napoletano e invitiamo tutti a coltivarla, diffonderla, portarla avanti, e farla crescerDSC_1020e sempre di più, l’Italia ci guarda e ci invidia per questo. Nonostante tutto, i cambi generazionali, il nostro mondo che muta inesorabilmente, la repressione e i divieti, noi siamo ancora qua a portare avanti quanto nato nel lontano 1982 quando i nostri “vecchi” diedero vita a un legame unico e oggi, 34 anni dopo, siamo sempre noi con i giovani a rinnovare questa unione.

Rivolgiamo un pensiero ai nostri amici in carcere, a tutti i diffidati, a chi ci guarda da lontano e a chi in questi 34 anni ci ha lasciato ma ha scritto momenti indelebili dentro ai nostri cuori.


 

DASPO:no alla reclusione per la mancata firma

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