01-11-15 Genoa – Napoli Fanzine N°2

BEN_5100
9 novembre 2015

Senza i tifosi il calcio è finito!

Editoriale

Dopo i recenti avvenimenti di Roma che hanno visto la divisione a metà delle curve Nord e Sud, non possiamo non soffermarci a riflettere su quanto questi ingiustificati provvedimenti stiano mutando il mondo del calcio e non solo.

Spezzare in due una curva, disgregare, diffidare un lanciacori come avvenuto a Firenze, o diffidare se non si è seduti al proprio posto, quello indicato sul proprio biglietto o abbonamento, possono sembrare assurdità messe in atto apposta ed esclusivamente per colpire il tifo organizzato, ma non è solo questo.

Non si tratta più di tifo, di ordine pubblico o di portare le famiglie allo stadio, questi sono stati solo pretesti di cui le istituzioni si sono valse nel corso degli anni per giustificare l’assurdità delle politiche adottate e soprattutto il fatto che si perdesse tanto tempo, denaro ed energie per combattere un “male” che credono tale solamente loro, mentre l’Italia pullula di ogni genere di problema e difficoltà ben più grave di un ragazzo che accende una torcia, o di un tamburo in gradinata.

Uno stretto controllo sociale, questo è il vero intento, ci vogliono divisi perché il tifo organizzato è l’ultima realtà aggregativa rimasta in Italia capace di dar fastidio a un sistema marcio, e sanno che abbiamo ancora il potere di dire la nostra, che possiamo lottare per quello in cui crediamo e soprattutto che possiamo avere un idea che non corrisponde a quella che vorrebbero loro.

E’ questo che a loro da tremendamente fastidio, gli ultras sono rimasti l’unica forza pensante in un paese che ci vuole tutti inebetiti.

Per questo dopo gli avvenimenti di Roma dobbiamo essere tutti consapevoli che prima o poi toccherà alle altre curve, compresa la nostra, perché, come in passato, Roma è solo l’esperimento che se funzionante verrà esteso a tutte le altre tifoserie.

Provate a pensare oggi mentre entrate allo stadio di dovervi sedere esattamente nel posto indicato sul vostro biglietto, e guardate poi dove dovrebbero sedersi i vostri amici, o figli, e pensate che fra non molto non potrete più guardare la partita in loro compagnia perché altrimenti sarete diffidati. Ognuno al proprio posto, questo di sicuro sarà la salvezza dell’Italia dal mostro Ultras.

Facciamoci trovare pronti, consapevoli delle loro intenzioni e forti delle nostre idee, ma più di tutto uniti, perché questa è la nostra forza e ciò che loro vogliono eliminare.

Qui di seguito vi proponiamo un’intervista realizzata da noi all’avvocato penalista di Roma Lorenzo Contucci, che da anni segue le vicende della curva Sud di Roma, sperando che le sue parole facciano riflettere tutti, Ultras e non.Foto curva


 

Parola all’Avvocato

Perché a Roma è stata presa la decisione di dividere in settori la curva Sud e la Nord dell’Olimpico?

Non si sono reali esigenze di ordine pubblico. Al di là di qualche striscione discutibile, sono decenni che non ci sono disordini in Curva Sud. La sicurezza, al solito, è un pretesto. Dicono che la Curva Sud è tSettore fotoroppo ampia per poterla controllare e quindi andava divisa. Ma l’esigenza non è quella. La verità è che si vuole disintegrare il tifo autorganizzato per farlo divenire un tifo “controllato”. Si auspica che la Curva Sud divenga un luogo dove poter far sì che sia la Società stessa, al limite, che organizza le coreografie, probabilmente anche in vista del futuro stadio. Qualcuno dice – e non credo che sbagli – che Roma è un progetto pilota che, ove dovesse riuscire, verrebbe esportato in tutte le curve d’Italia. Il fatto che a Firenze sia stato multato un lanciacori è un segnale di allarme per tutte le tifoserie.

Lo stato impiega tante risorse per la repressione gli ultras?

Tantissime. Pensate che il personale del Commissariato “Prati” sta passando il suo tempo, con il quartiere nel degrado, a visionare ore di filmati per vedere chi sosta nei ballatoi e sulle scale, al fine di convocarli e dirgli che proprio non si può fare: “alla prossima volta multa e poi daspo”. Direi che a Roma c’è altro da fare. Anche se la cosa singolare la si ha quando la digos implora di tornare allo stadio. Sanno che stanno per rimanere senza lavoro. Quello che sta succedendo a Roma riguarda tutte le tifoserie, gli ultras di tutta Italia, l’aspetto che noi riteniamo folle e la limitazione della libertà personale, nel poter vivere lo stadio.

Quale sarà la risposta delle Curva Sud e della Curva Nord al derby?

E’ assai probabile che assisteremo allo spettacolo più avvilente dal 1927 ad oggi. I laziali hanno già annunciato che non entreranno. I romanisti, anche se non hanno ancora annunciato nulla, lanceranno lo stesso segnale. In questo modo un derby che per le TV vale 100 dal prossimo anno varrà 10. Per questo sono preoccupatissimi. Del resto la situazione a Roma è invivibile e non c’è lo spirito – anche qualora i ragazzi dovessero decidere di rientrare – di fare il tifo. Sostenere la squadra richiede spontaneismo. Non si può dire: “potete mettere uno che sventola la bandiera in quel punto, autorizzato dalla Questura”. Sbandierassero loro, dicono i ragazzi. Hanno ragione.Roma stadio

Quali sono le azioni intraprese per difendere i diffidati?

Sono piovute decine di diffide gratuite, nel senso che si è applicato il criterio della tolleranza zero, anche quando la situazione poteva indurre ad atteggiamenti più morbidi. Diffidare per quattro anni un ragazzo di vent’anni perché ha acceso un fumone all’esterno dello stadio per protestare contro la divisione della curva non può essere educativo quanto un chiaro segnale da guerra. Ma ho l’impressione che quest’ultima non verrà combattuta come vogliono loro, visto che porterebbe ad ulteriori decimazioni, ma con l’astensione dallo stadio. Del resto allo stadio ci vado se mi diverto, se non mi diverto, non ci vado più. E qui non si tratta dei duecento “fucking idiots” dello statunitense Pallotta, ma di almeno 4500 persone, con altre 2500 che (“Senza Roma non riesco a stare”) comunque entrano e si mettono sedute senza colori e bandiere. Mute a guardare la partita. Quando gli juventini, per solidarietà si sono astenuti per 40’ dal tifare, Roma/Juventus si è giocata nel silenzio assoluto. Ma era un silenzio che urlava.

Roma esperimento pilota, possibile trasferimento di queste azioni nelle altre curve d’Italia?

Come detto, pare che ciò sia stato detto. All’erta ragazzi di qualunque fede, perché quello che mai pensavamo potesse accadere, a Roma sta accadendo. E ci stanno strappando il cuore. Siamo già nei pub, a Roma non esiste più il tifo, come a Parigi, come in molte città d’Inghilterra.

Quali sono le azioni intraprese per difendere i diffidati?

Per le multe per sosta sulle scale o su ballatoi sono stati preparati dei fac simile che ciascun ragazzo può stampare ed inviare da solo alla Prefettura, con l’obiettivo di rispondere colpo su colpo e costringerli a faticare molto di più. Per i daspo è più difficile, perché ho avuto l’impressione che l’azione della Prefettura/Questura sia stata “coordinata” anche con poteri diversi: il TAR ha respinto dei ricorsi che prima non avrebbe mai respinto. Per questo, in questo momento, si cerca di parare i colpi, piuttosto che assestarli. E’ una situazione di accerchiamento che dà l’impressione di essere completamente isolati. E soli contro tutti. Sbirri

 


 

Breve guida sulla repressione

Breve cronologia delle leggi e provvedimenti che hanno l’obbiettivo di cancellare gli ultras dagli stadi

Legge n.401 del 13 dicembre 1989

  • Introduzione del Daspo che impedisce a chi è sottoposto di accedere ai luoghi si svolgono manifestazioni sportive

Legge n. 377 del 19 ottobre 2001

  • Introduzione  dell’obbligo di firma per i soggetti sottoposti a Daspo

Legge n. 88 del 24 aprile 2003

  • Introduzione della “flagranza Differita” forzatura che non è prevista dalla legge in nessun altro caso
  • Introduzione della videosorveglianza

Legge n. 210 del 17 ottobre 2005

  • Introduzione dei biglietti nominali e dei tornelli
  • Istituzione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive

Legge n. 41 del 4 aprile 2007 – (legge di conversione con modifiche del c.d. “Decreto Amato”)

La legge “Amato” segna senza dubbio un punto di svolta importante: le pene previste per i c.d. “reati da stadio” vengono ulteriormente inasprite e la durata per estendere la flagranza differita aumentata. Viene poi introdotta la figura dello Steward, che dovrebbe sostituire il personale di polizia all’interno degli stadi.

  • Aumenta la pena: durata del Daspo viene innalzata ponendo ora variazioni da 1 a 5 anni
  • Aumento di pena per violazione del Daspo
  • Aumento di pena per utilizzo o il lancio di artifizi pirotecnici (torce / fumogeni)
  • Introduzione della possibilità di ricevere un Daspo anche per la violazione del regolamento d’uso degli impianti sportivi (come ad esempio sedersi in un posto non corrispondente a quello indicato sul biglietto, sedersi sulle scale gialle di passaggio, introdurre striscioni non autorizzati o tamburi, etc.).
  • Introduzione della figura degli Steward

Articolo 9:

Esso impone alle società calcistiche il divieto di vendita di titoli di accesso allo stadio a persone che, negli ultimi 5 anni, siano state destinatarie di Daspo o siano state condannate, anche con sentenza non definitiva, per reati “da stadio”. Tale articolo, che introduce una punizione che va ad aggiungersi alla sentenza di condanna penale ed all’eventuale Daspo giudiziario disposto dal giudice come pena accessoria, costituisce una misura pesantissima ed inutilmente vessatoria, che rischia di trasformarsi in una diffida “a vita”.

Decreto Ministeriale 16 Dicembre 2009

  • Introduce l’obbligo di adottare il programma Tessera del Tifoso a partire dalle stagioni 2010/2011 ( con riguardo alla vendita dei biglietti del settore ospiti) e 2011/2012 ( con riguardo invece agli abbonamenti per le partite in casa)

Legge n. 146 del 17 Ottobre 2014 (che ha convertito, con modifiche, il D.L. 119 del 22 Agosto 2014)

  • Aumento della discrezionalità degli organi di polizia.
  • Previsione del Daspo per l’esposizione, allo stadio, di cartelli o striscioni ingiuriosi.
  • Introduzione del “Daspo di Gruppo”, con durata da 3 a 8 anni ( non meno di 3 per chi “assume la direzione del gruppo”).
  • Possibilità di disporre il blocco totale delle trasferte per 1 – 2 anni nei confronti delle tifoserie che ci sono rese responsabili di comportamenti violenti.
  • Introduzione, in via sperimentale, di ulteriori strumenti di difesa per le FF.OO, quali ad esempio il c.d. “Teser”.

( Fonte “Sostieni la Curva Atalanta” ) 


 

… la nostra gioventù …

Napoli 82 – A wonderful band

È nata così, per caso la passione per questi colori…magici, unici, che solo chi soffre impara ad amare…

è nata per caso, per accompagnare degli amici allo stadio, soffrire con loro e gioire…

È nata in ragazzi con la passione per il calcio che però non avevamo colori da amare e che, in una folle partita, hanno cucito sulla propria pelle, in un unico fiume di passione…

Rari sono stati i momenti di gioia ma profondi divisi con amici veri, amici che negli anni non ti hanno mai abbandonato, amici che li senti ancora addosso con tutto il loro affetto….addosso come una coperta che ti riempie di calore….

Era il 1982 e niente sarebbe stato più lo stesso, i nostri folli fine settimana a Genova, le partire viste partendo da Napoli, salendo a Genova per andare a Firenze, risalire a Genova e poi scendere nuovamente a Napoli per non perdere neanche un attimo di passione, amicizia, brividi, quelli che tanti cercano in maniera anomale e che per noi sono semplici gesti…beh auguro a tutti di poter vivere questi momenti e poterli raccontare sentendo i brividi addosso, la pelle d’oca che solo le cose sincere sanno farti provare…grazie a tutti, TUTTI VOI a tutti quelli che ci fanno sentire a casa ogni volta che siamo lì, al Tempio, assieme come una volta…

Ci potranno dividere chilometri, problemi ma il pensiero sarà sempre là con voi, su quei gradoni che ci hanno visto crescere e dividere tutto…anche, anzi soprattutto, l’amicizia….Napoli 1982…con il Genoa nel cuore!NApoli fossa

La Fossa Sez. Napoli nasce ufficialmente nel 1982, la prima trasferta della sezione, con striscione al seguito, fu ad Avellino nella stagione calcistica 82/83 e da quel momento è iniziata la nostra lunga avventura.Sciarpa up
Particolarmente bella fu la coreografia che facemmo a Napoli con circa 800 bandierine, rosse e blu con la scritta FG Napoli, che riempì coi nostri colori l’intero settore ospiti del San Paolo.
Una presenza che ci piace ricordare è stata nella gara Cosenza Salernitana, spareggio a Pescara, dove mettemmo il nostro striscione proprio al centro della curva al fianco del principale gruppo cosentino.
Abbiamo fatto durante la nostra storia diverso materiale, tutto firmato Sez Napoli, soprattutto quello prodotto verso la fine degli anni ’80 ha riscosso un grande successo fra tutti i tifosi rossoblù. Tra le tante cose che vennero prodotte a Napoli ci furono le bar scarves.


Ovunque

Domenica 4 ottobre

Per la settima giornata di campionato il Genoa gioca a Udine nel “nuovo” Friuli quasi completamente ristrutturato.
Una delle trasferte più lunghe del campionato e i rapporti con la tifoseria dell’Udinese di sono ottimi.
In settimana è stato però confermato l’assurdo divieto di vendita dei biglietti per i residenti in Liguria, dovuto alla mancanza del settore ospiti facente parte del ultima parte di stadio ancora in cantiere.

Udinese – Genoa

Decidiamo di seguire comunque il grifone (come sempre) e raggiungiamo Udine.

All’arrivo nella città friulana veniamo accolti dai tifosi bianconeri con birre e piatti di pasta, il rispetto e l’amicizia tra le due tifoserie si sente nell’aria, si scherza si raccontano aneddoti e ci si confronta e così arriva presto l’ora della partita. Una parte di noi riesce ad entrare, muniti di biglietto, e a sistemarsi nei distinti tenendo per tutta la partita la bandiera rossoblu come pezza.

Vengono identificati e separati dai tifosi locali da un cordone di steward.

Gli udinesi presenti nei distinti guardano la scena stupiti e addirittura alcuni protestano sull’assurdità del provvedimento, purtroppo la repressione supera di gran lunga il buon senso.
Da notare durante i 90 minuti il coro “Genoa…Genoa…” Proposto dalla curva di casa in un paio di occasioni.
Finita la partita raggiungono i ragazzi che purtroppo sono dovuti restare al bar.
Il tempo ancora per una birra e per saluti ai ragazzi di casa, e siamo ripartiti verso Genova felici di un’altra
domenica a modo nostro senza fermarci davanti a divieti assurdi.


Campionato               

EMPOLI – GENOA

 

 

 

DASPO:no alla reclusione per la mancata firma

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